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Brani Musicali
la tradotta che parte da novara

Canto anonimo sulla prima guerra mondiale, riproposto nel repertorio di Giovanna Daffini.
La sua origine è piuttosto incerta e, probabilmente, la canzone è stata scritta a guerra finita.
Racconta della tradotta che da Novara andava al Montesanto, un'altura nei pressi di Gorizia conquistata con la Battaglia dell'Isonzo nell'estate del 1917. Si ispira evidentemente alla più famosa "Tradotta da Torino", che racconta del disperato arrivo nel campo di guerra dei ragazzi della classe 1899.

La tradotta che parte da Novara
e va diretta al Montesanto,
e va diretta al Montesanto
il cimitero della gioventù.

Sulle montagne fa molto freddo
ed i miei piedi si son gelati,
ed i miei piedi si son gelati
e all'ospedale mi tocca andar.

Appena giunto all'ospedale
il professore mi ha visitato:
O figlio mio, sei rovinato
ed i tuoi piedi li dobbiam tagliar.

Ed i miei piedi mi hanno tagliato.
Due stampelle mi hanno dato,
due stampelle mi hanno dato
e a casa mia mi han mandà. ….


Appena giunto a casa mia,
fratelli e madre compiangentì
e tra i singhiozzi e tra i lamenti:
O figlio caro, tu sei rovinà.

Mi hanno assegnato una pensione
di una lira e cinquantotto,
mi tocca fare il galeotto
per potermi ben disfamar,

Ho girato tutti i paesi
e tutti quanti ne hanno compassione,
ma quei vigliacchi di quei signori
nemmeno un soldo lor mi hanno dà.



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