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Brani Musicali
la gap

parole e musica di Dario Fo

I Rossoprodondo hanno inserito questa canzone, pur essendo stata scritta negli anni '70,(e, quindi, dal punto di vista temporale, fuori contesto) per ricordare e onorare Dario Fo che l'ha scritta e Giovanni Pesce.
"Il brano è tratto dallo spettacolo teatrale di Dario Fo e Franca Rame Vorrei morire stasera se dovessi pensare che non è servito a niente. La canzone parla del leggendario Giovanni Pesce alias "Visone" Comandante della 3° GAP "Rubini" dei Gruppi di Azione Patriottica operante a Torino e Milano. Pesce fu l'autore di molte clamorose azioni contro i fascisti, come l'uccisione del maresciallo Aldo Morej, del giornalista Ather Capelli e di Cesare Cesarini, un ufficiale della legione "Muti" responsabile dell'arresto, della fucilazione e della deportazione di molti operai della fabbrica aeronautica Caproni fatto di cui si parla nella canzone.
Pesce fu insignito di medaglia d'oro e proclamato "eroe nazionale" dal comando delle Brigate Garibaldi."

Dal Deposito - Canti di Lotta

La G.A.P. quand’è che arriva
non manda lettere né bigliettini
e non bussa alla porta
sei già persona morta
che il popolo ti ha condannato.

L'ingegner della Caproni
il 2 gennaio arriva in tassì
arriva con due della Muti
sue guardie personali
e noi lo si va a giustiziare.

Quel traditor d’accordo con i tedeschi stava
a smantellar la fabbrica, le macchine spediva
tutte in Germania dai Krupp.

E per salvar le macchine
han fatto sciopero generale
il capo reparto Trezzini
e altri sette operai
li han messi a San Vittore.

È stato l’ingegnere
a fare la spia ma la pagherà
ci tiene tutti sott’occhio
il povero Trezzini
e gli altri li han fucilà.

Adesso tocca a lui, la GAP lo aspetta sotto
sotto ad un semaforo che segna proprio rosso
e al rosso si mette a sparar.

Pesce Giovanni spara però prima gli grida:
"È in nome del mio popolo ingegnere che ti ammazzo
con le tue guardie d'onor!"

In fabbrica fanno retate
torturano gente non parla nessuno
e trenta operai deportati
li chiudono nei vagoni
piombati diretti a Dachau.

Parlato: "E il 23 di aprile i tedeschi vanno a minare la fabbrica, vogliono farla
saltare prima di ritirarsi piuttosto che lasciarla in mano ai liberatori..."

Ma gli operai sparano, difendono la fabbrica
e salvano le macchine che sono il loro pane
e molti si fanno ammazzar.

Adesso siamo liberi,
nella fabbrica torna il padrone,
arriva un altro ingegnere
stavolta però è partigiano:
Brigata Battisti, Partito d'Azion.

Ma ecco al primo sciopero c’è un gran licenziamento
è stato l'ingegnere a cacciare via quei rossi
che la fabbrica avevan salvà.

'Sta guerra di liberazione
domando di cosa ci ha liberato:
ingegnere padroni e capi
son tutti democratici
ma noi ci han licenziato
addosso ci hanno sparato
in galera ci hanno sbattuto
ma allora per noi operai
la liberazione l’è ancora da far...

 

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Piazza Fontana
Dalle belle città
Ninetta mia crepare di maggio
All'assalto cantando
 
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