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Autori, poeti e musicologi
JOSE AFONSO
 
Nato il 2 agosto del 1929 ad Aveiro, "nella parte della città orientata verso il realismo e verso il mare", in una famiglia di amministratori coloniali dell'impero lusitano, di orientamenti reazionari, pro-salazaristi e addirittura filo-hitleriani, divenne la voce della Resistenza, della rivolta e della rinascita del suo paese.
José Afonso comincia a cantare verso la fine del quinto anno del Liceo Dom João III, e la sua voce non resta indifferente e comincia a risuonare per la città vecchia. I tradizionalisti lo appellano come "Il ragazzino che canta bene".

A Coimbra passa per le “Repúblicas”, le libere associazioni studentesche, ove conosce l’amicizia e la goliardia accademica. Sedotto dalla città e dalla sua atmosfera, ha i suoi primi contatti con l’associazionismo cooperativo e ricreativo e gioca a calcio nella squadra dell’Università, la “Académica” girando con la squadra un po’ per tutto il paese.

Nei collettivi conosce dei “tipacci popolari”, tra i quali Flávio Rodrigues, che ammira come grande chitarrista, superiore addirittura a Artur Paredes. Si inizia all’arte della serenata e canta in “feste e sagre di paese. Un’occasione qualsiasi bastava per invitare degli studenti di Coimbra, che si riempivano la pancia a facevano cantare la gente...”.

Da studente, fa parte di vari gruppi dell’ “Orfeão Académico de Coimbra” e della “Tuna Académica da Universidade de Coimbra”; con i gruppi tiene spettacoli non solo in Portogallo, ma anche in Angola e in Mozambico. José Afonso diviene una vera stella del fado di Coimbra, tradizionale e lirico; ma è anche l’epoca in cui, alla ricerca delle canzoni della più autentica tradizione popolare, José Afonso entra in contatto con gli ambienti sociali più miserevoli (il Portogallo era di gran lunga il paese più povero dell’intera Europa occidentale), specialmente nella città di Porto. È proprio dal poverissimo quartiere di Barredo che trae l’ispirazione per la ballata Menino do Bairro Negro.

Nel maggio del 1964, José Afonso tiene un concerto a Grandola una cittadina della regione meridionale dell’Alentejo, dove ha modo di conoscere la locale realtà associativa e cooperativa (la “Sociedade Musical Fraternidade Operária Grandolense” fondata alla fine degli anni ’40, subisce in ogni momento la mannaia del regime); impressionato fortemente, se ne ricorderà anni dopo con una canzone.

Tra il 1967 e il 1970, José Afonso svolge un’attività politica e musicale enorme e diventa un simbolo della resistenza antifascista. Viene numerose volte arrestato dalla PIDE, tiene contatti con la resistenza in esilio, con il PCP (il Partido Comunista Português di Álvaro Cunhal) e con la sinistra radicale. Bersaglio di continue censure, il suo nome viene totalmente bandito dalla carta stampata e dalla televisione; alcuni giornali, per poterlo ancora nominare, devono ricorrere a...scrivere il suo nome al rovescio, e compare quindi spesso un misterioso “Esoj Osnofa”.
Nel 1971, pubblica quello che è forse il suo disco più conosciuto ed importante, "Cantigas do Maio", l'album che contiene Grândola vila morena , la canzone-simbolo della rivoluzione antifascista di tre anni dopo.

Dopo la “Rivoluzione dei Garofani" partecipa a numerosi "cantos livres" e incide l’album "Coro dos Tribunais". Nel 1975 canta in un gran numero di spettacoli di vario genere e incide un altro album fondamentale, "Com as minhas tamanquinhas". Nel 1976 appoggia la candidatura alla presidenza di Otelo Saraiva de Carvalho; nel 1981 tiene uno spettacolo al Théâtre De La Ville de Paris, compone la musica per lo spettacolo teatrale "Fernão Mendes" per la compagnia della "Barraca" e incide "Enquanto há força" e "Fura fura".

Nel 1985 José Afonso si ammala gravemente e tiene il suo ultimo spettacolo al Coliseu di Lisbona. Muore il 23 febbraio 1987 all’ospedale di Setúbal.

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